5 idee per separare le postazioni di lavoro e ricreare la privacy in un open space

5 idee per separare le postazioni di lavoro e ricreare la privacy in un open space

Qualche anno fa, sul Guardian, apparve un articolo dal titolo decisamente poco fraintendibile: “Gli uffici open space sono stati ideati da Satana nelle caverne più profonde dell’inferno”. Era il 18 novembre 2013 e l’innamoramento per gli open space era già in fase calante.

Dopo una prima fase di entusiasmo – in nome dell’aumentata collaborazione e comunicazione tra colleghi, dell’annullamento delle distanze relazionali e, non meno importante, del risparmio di spazi e di mezzi – sono stati infatti rilevati alcuni problemi.

La giornata-tipo di un lavoratore in open space è fatta di continui squilli di telefoni (fissi e mobili, ovviamente!), notifiche di messaggi di posta elettronica ricevuti, clic di mouse e digitazioni su tastiera più o meno discrete, risate, voci, stampanti che si attivano ciclicamente. Già solo leggere questa descrizione è stressante… figuriamoci viverla per otto ore al giorno tutti i giorni! Per di più, non è solo il rumore ad essere fonte di nervosismo e disagio. Pare che un altro aspetto decisamente poco piacevole sia l’assenza della cosiddetta sound privacy, intesa come la libertà di parlare senza il timore di orecchie indiscrete. E ovviamente il malessere si traduce in una minore produttività. Che ansia!

Se al momento di progettare il vostro ufficio avete optato per una soluzione open space, non disperate: non tutto è perduto! È possibile effettuare alcuni interventi per riconquistare la privacy anziché traslocare in un’altra sede. Ecco le nostre 5 proposte: ovviamente possiamo aiutarvi a realizzarle tutte!

Soluzione 1: pannelli fonoassorbenti

Ne avevamo già parlato in un altro articolo: i pannelli fonoassorbenti sono un’ottima soluzione contro il rumore negli open space. Scelti nella versione free-standing o montati tra scrivanie contigue, poi, possono fungere anche da divisori, ricreando la tanto sospirata privacy.

Soluzione 2: strutture per l’archiviazione

Alcune strutture per l’archiviazione uniscono la funzione contenitiva a quella divisoria. Librerie e mobili contenitori bassi possono separare le postazioni di lavoro; per separare gli ambienti in maniera più decisa, invece, si può optare per una parete attrezzata.

Soluzione 3: pareti divisorie

Fisse o mobili, le pareti divisorie sono elementi verticali progettati appositamente per suddividere gli ambienti. Nel mondo dell’arredo ufficio, in particolare, rappresentano la soluzione che garantisce la maggiore flessibilità possibile, dato che possono essere smontate e rimontate ogni volta che sia necessario adattare lo spazio di lavoro alle esigenze di chi lo vive.

Soluzione 4: pareti divisorie in vetro

Se avevate scelto l’open space per combattere la claustrofobia e perché siete amanti della luce e degli spazi ampi, questa soluzione è perfetta. Le pareti divisorie in vetro, infatti, ingannano l’occhio e salvano l’orecchio, dato che sono progettate per garantire l’isolamento acustico. Per avere privacy a livello visivo basta prevedere delle tende, da tirare solo quando effettivamente serve!

Soluzione 5: pareti in cartongesso e muratura

L’ultima strada percorribile è quella che prevede interventi strutturali. È sempre possibile, come si suol dire, “tirare su” una parete. È una soluzione decisamente più impegnativa, sia in termini di costi (materiale, smaltimento macerie e manodopera sono i principali) sia in termine di ripensamenti (è chiaramente più complicato buttare giù un muro che togliere di mezzo un pannello fonoassorbente). Questo non la rende, tuttavia, un’opzione da sconsigliare a priori!


Non ne potete più dell’open space? Poggiate il giornale degli annunci immobiliari e venite a trovarci in via Botticelli 104, a Torino! Scommettiamo che riusciremo a trovare la soluzione su misura per voi?

5 idee per separare le postazioni di lavoro e ricreare la privacy in un open space ultima modifica: 2017-02-21T13:00:13+00:00 da Arredo Ufficio LAB by Eurocart